IL COLORE

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Quando ero piccola e soffrivo di un astigmatismo grave, costretta a diffidare dei miei occhi, il colore era un modo abbastanza efficace di orientarmi nel mondo. Il mio gioco preferito era l’impossibile catalogazione delle tessere colorate che trovavo nel giardino, non molto distante c’era una fabbrica di mosaico, dove andavo spesso a curiosare. Le mie preferite erano le miscellanee di colori screziate d’oro o d’argento che venivano conservate gelosamente sotto la denominazione ”pezzi rari”.

Da allora il colore è l’elemento più importante del mio lavoro e delle mie ricerche. Non solo o non tanto il colore pigmento, lo strato cromatico che imbellisce le cose e che veniva guardato con sospetto dai filosofi dell’antichità e che pure ho studiato, amato, praticato e difeso durante i miei studi nella facoltà di architettura. Quando studiavo prevaleva una rappresentazione acromatica e con colori smorti e sgarbati come se questo costituisse un approccio più serio alle cose e il bianco o il nero non fossero colori. I miei esuberanti disegni architettonici fatti di ombre e velature virtuose venivano visti con grande diffidenza, come se la facilità fosse un peccato.

Non solo quel colore quindi. Ma il colore-luce, veicolo di emozioni, il colore come elemento primario della metamorfosi, il colore che rende visibili le cose che ancora non lo sono, le sue qualità vibratorie e sonore. Più che vedere il colore, io lo sento, percepisco le sue armonie, lo ricordo perché non posso dimenticarne il suono e la riverberazione e mi avventuro nella sua immaterialià luminosa.

Nelle mie ricerche, nelle mie architetture e nelle mie installazioni il colore diventa spazio, uno spazio intimo e mutevole, capace di rivelare delle emozioni sopite.

Oggi con il progetto CREATIVE INSOMNIA, le prime notti creative interdisciplinari dedicate all’universo del colore, il colore diventa lo strumento per coinvolgere artisti e ricercatori a produrre opere che nascano dai suoi numerosi significati. La storia del colore, fatta di momenti di auge e di temporanee idiosincrasie è, in fondo, la storia dell’uomo e ne condivide il destino.

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