2014, METAMORPHOSIS

METAMORPHOSIS di Claudia Bonollo

 

 

“Il momento del cambiamento è l’unica poesia” Adrienne Rich

“Il mio viaggio mi ha precipitato più a fondo del previsto nella tana del coniglio, così ho sporcato la mia soffice coda bianca…ma ne sono riemerso…illuminato!”

Sherlock Holmes

“Lo spirito costruisce per sé la sua casa. E sopra la sua casa il suo cielo.”

Ralph Waldo Emerson

“Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”

Eraclito

49. KO – IL SOVVERTIMENTO (LA MUDA) libro delle trasformazioni I CHING

L’IMMAGINE:Nel lago vi è fuoco: L’immagine del sovvertimento.

Così il nobile ordina il calcolo del tempo. E rende chiari i tempi.

 

 

Nella mostra METAMORPHOSIS a Interno 14, nello spazio dell’AIAC a Roma, confluiscono tre ricerche personali: il corpo immaginato una lavoro multidisciplinare sulle cellule e sull’immaginario biologico che indaga sulle pòssibilità della terapia come arte, la stanza della contemplazione visionaria: video-proiezioni cromatiche che influiscono sugli stati d’animo, e metamorphosis (che da il titolo alla mostra) frutto di una collaborazione e di una ricerca intensa con l’artista e architetto, Andrea Buchner, una performance installazione audiovisuale in diretta con otto canzoni cantate a cappella, di otto figure femminili e altrettanti immaginari diversi composti espressamente per lei.

Alla biologia, l’immaginario, il colore, lo studio delle emozioni, le narrazioni, si affianca il suono, la voce umana, il canto a cappella. in un processo inevitabilmente sempre più sinestesico, che presentiamo in anteprima a Roma come estratto del progetto CREATIVE INSOMNIA – GREEN NIGHT, un’iniziativa dell’Atelier Meta-morphic,

 

E, dato che nell’universo simbolico del verde è sempre presente concettualmente la metamorfosi, abbiamo pensato quindi di raccontare l’universo polisemantico del verde, in un’intervista, “Le metamorfosi del verde” a cura di Carla Bonollo, blogger e collaboratrice dell’ Atelier Meta-morphic (un altro estratto in anteprima di CREATIVE INSOMNIA – GREEN NIGHT), per introdurre le diverse metamorfosi presenti nella mostra.

http://creativeinsomnia.wordpress.com/2014/05/07/le-metamorfosi-del-verde/

spazio sinattico viola

Il colore è un elemento fondamentale del mio lavoro e delle mie ricerche. “…veicolo di emozioni è stato fin dalla mia prima infanzia uno strumento personale per orientarmi nel mondo. Il mio gioco preferito era l’impossibile catalogazione delle tessere colorate che trovavo nel giardino, non molto distante c’era una fabbrica di mosaico. Le mie preferite erano le miscellanee di colori screziate d’oro o d’argento che venivano conservate gelosamente sotto la denominazione ”pezzi rari”. Da allora il colore è diventato l’elemento più importante del mio lavoro e delle mie ricerche. Non solo o non tanto il colore pigmento o materia, lo strato cromatico che imbellisce le cose e che veniva guardato con sospetto dai filosofi dell’antichità e dalla nostra cultura fino al XX sec. e che pure ho studiato, amato, praticato e difeso durante i miei studi nella facoltà di architettura. Ma il colore-luce, il colore come elemento primario della visione e della metamorfosi, il colore che rende visibili le cose che ancora non lo sono, il colore soglia sospeso fra mondi diversi e apparentemente inconciliabili, il colore inclassificabile, inapprensibile, impossibile da catalogare. Più che vedere il colore, io lo sento, percepisco le sue armonie, le sue qualità vibratorie e sonore, lo ricordo perché non posso dimenticarne la riverberazione e mi avventuro nella suscienziati e ricercatori a produrre opere o studi che nascano dai suoi numerosi significati. La storia del colore, fatta di momenti di auge e di temporanee idiosincrasie riflette, in fondo, la storia dell’uomo, ne condivide il destino e apre a nuovi modi di vedere e di sentire. Non è un caso se siamo rossi di rabbia o verdi d’invidia, non è casuale il modo in cui dipingiamo la nostra vita.” (le interviste possibili di Branoalcollo, blog letterario dedicato alla narrativa e alla poesia, 19 giugno, 2013)

 

Nella mia formazione, le mie fonti di ispirazione non sono stati solo gli architetti che ho ammirato bensì le visioni possibili dell’arte, le nuove prospettive della biologia e della fisica quantica, i lavori di James Hillman e di Henri Corbin, lo studio di Ib’n Arabi, Sohravardi e Najmoddin Kobrâ, che hanno contribuito a un lavoro artistico ancora più attento ai fenomeni più visionari della luce e del colore. Un’attitudine che si accorda con la mia origine veneziana, in cui il colore non è solo una tinta senza movimento, bensì vibrazione, riverberazione, frutto della contrazione e dilazione della luce e possiede le stesse qualità che conferíamo all’architettura, potremmo spingerci oltre e affermare che il colore, nella sua essenza, è l’architettura stessa nella sua dimensione più fluida e cangiante.

Nelle ultime sperimentazioni, grazie all’intensa collaborazione con Andrea Buchner abbiamo inserito il suono, l’emozione della voce, eco di queste riverberazioni cromatiche.

 

60 modi di rappresentare una cellula, Claudia Bonollo

60 modi di rappresentare una cellula, Claudia Bonollo

La cellula è la protagonista assoluta delle mia ricerca IL CORPO IMMAGINATO. L’ho immaginata, studiata, analizzata, trasformata con nuovi movimenti vivificatori, l’ho sedotta con luci e colori, l’ho curata attraverso le mie terapie personali, ne ho ammirato la bellezza nelle mie storie di metamorfosi, movimenti e narrazioni, ne ho fatto spazi: architetture e installazioni.

Cellule felici, Claudia Bonollo

Cellule felici, Claudia Bonollo

Le cellule si trasformano in una mappa della coscienza, i paesaggi biologici in cartografie dell’essere, in cui il corpo viene rappresentato come un’icona, un soggetto sacro e non un insieme codificato di organi e funzioni. Attratta dall’idea dell’architettura come specchio interiore in cui l’intimità diventa paesaggio, ho immaginato “installazioni totali” fatte di cellule per plasmare spazi sensibili in cui stimolare i sensi, attivare le endorfine e le parti assopite del cervello.

Captura de pantalla 2012-04-08 a las 07.25.52

Persuasa dell’importanza di un dialogo multidisciplinare in un’epoca fortemente segnata dalla specializzazione, nel 2002 ho fondato l’Atelier Meta-morphic, piattaforma internazionale per l’arte, la cultura e la ricerca, una struttura agile interessata all’investigazione e alla sperimentazione tout-court e al confronto con altre discipline apparentemente estranee all’architettura.

logo atelier-meta-morphic

 

Il nome Meta-morphic riassume il senso della ricerca personale: lavorare ai confini tra l’animato e l’inanimato, nella soglia tra oggetto e azione in una tensione che va oltre l’idea della costruzione, e spazia negli ambiti dell’arte. In una metamorfosi continua, “ogni segno dialoga con altro e richiede un intervento attivo dell’immaginazione da parte dello spettatore, necessario per articolare il complesso sistema di frammenti che danno luogo al processo formativo. In questo processo” – c’è come ha espresso Luigi Prestinenza Puglisi – “una tensione, un’anima barocca che allude alla totalità senza mai svelarla del tutto”.

Ogni progetto è la narrazione frammentaria di una storia che si struttura per analogie.

CREATIVE INSOMNIA-ORANGE NIGHT, buffet monocromatico

  1. METAMORFOSI Nº 1: LA STANZA DELLA CONTEMPLAZIONE VISIONARIA

 LA STANZA DELLA CONTEMPLAZIONE, Claudia Bonollo

LA STANZA DELLA CONTEMPLAZIONE, Claudia Bonollo

Si tratta di un’installazione video interattiva con immagini trasfigurate (biologiche o astratte) incentrata sul colore e le emozioni e che verrà proiettata in loop con gli orari che permettono di scegliere le emozioni che si vogliono stimolare

 stanzaverde

Le stanze cromatiche e gli ologrammi di colore sono il risultato di un processo creativo frutto di un’incessante ricerca sugli stati d’animo. Il colore-emozione diventa spazio, percorso che si costruisce dall’interno, narrazione, contemplazione, uno strumento per progettare e costruire meta-architetture che nascono e sono trasformate dal colore e il cui colore provoca in noi delle trasformazioni. I mondi apparentemente eterei che rappresenta contengono potenzialità materiche, spaziali, emotive, spirituali e diventano veri e propri spazi dell’anima, paradigmi metonimici fra la visione interiore e quella esterna.

Le architetture pensiero diventano ambienti virtuali e mutevoli come sono mutevoli i pensieri, le narrazioni cromatiche(cortometraggi e diverse tecniche sperimentali di visualizzazione con i colori)si trasformano in un’architettura narrante, vagamente ipnotica, che diventa essenza stessa della coscienza.

 

  1. METAMORFOSI nº 1: IL CORPO IMMAGINATO di Claudia Bonollo

Cellula di Hieronimus Bosch, Claudia Bonollo

È un lavoro sul potere terapeutico dell’arte, una ricerca multidisciplinare iniziata 12 anni fa sul corpo e l’immaginazione attiva. Verrano evidenziati i punti salienti dell’investigazione, arricchita da contributi di professionisti di vari settori, con immagini su supporto cartaceo, impressioni digitali, testi, libri, video, etc..

 

L’iconografia scientifica è stata una fonte di inspirazione. Alcuni cortometraggi in cui vengono elaborate alcune immagini scientifiche di partenza, sono stati premiati nel concorso Ciencia y Sugerencia. L’interesse per le visioni mistiche del sufismo e per gli studi sull’immaginazione attiva illustrati magistralmente da Henri Corbin, mi spingono a frequentare gli intensi incontri annuali di filosofia, teologia e storia delle religioni, organizzati dal CEEC (Centro Estudios Espirituales Comparados) a Arena de San Pedro (Ávila). La mia ricerca transdisciplinare risveglia l’interesse di professionisti provenienti da campi distinti del sapere: critici d’arte e di architettura, filosofi, antropologi, medici e terapeuti, biologi, neurobiologi, matematici, fisici, psicoanalisti, psicologi e teologi. Il lavoro artistico e teorico viene selezionato da Bernard Légé, Responsabile dei Progetti di Ricerca e Delegato di “Image et Science”, emanazione del CNRS di Parigi e dal Direttore di CAMERA (Conseil Mondial pour les Études et le Réalisations sur l’Art) in Francia.

Del 2008 è il mio primo spazio cellulare (installazione sensibile con proiezioni e musica) nel Patio dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid con Il Patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a cui seguono diversi meta-progetti e installazioni a Parigi.

ipotesiinstallazione

METAMORFOSI Nª 3 METAMORPHOSIS, un progetto di Claudia Bonollo e Andrea Buchner

performance audiovisuale in diretta con l’architetto e artista Andrea Buchner che interpreta a cappella 8 canzoni dedicate a 8 aspetti della metamorfosi di figure femminili. Colore, riverberazione, suono trasformazione e narrazione sono gli elementi della performance.

Il progetto è stato interamente ideato da Claudia Bonollo e Andrea Buchner.

 

Le metamorfosi (Metamorphoseon libri XV), a cui si è inspirata la performance, è il titolo di un poema epico-mitologico di Publio Ovidio Nasone (43 a. C. – 18) incentrato sul fenomeno della metamorfosi. Attraverso l’opera, ultimata poco prima dell’esilio dell’ 8 d.C., Ovidio ha reso celebri e trasmesso ai posteri numerosissimi storie e racconti mitologici dell antichità greca e romana. Prima di cominciare verrà recitato l’incipit delle metamorfosi di Ovidio.

 

L’abito di scena, una scultura di tessuto, su cui verrano proiettate immagini digitali elaborate artisticamente da Claudia Bonollo e che rappresentano analoghe metamorfosi però su piani diversi, è stato disegnato anch’esso da Claudia Bonollo e Andrea Buchner.

"METAMORPHOSIS" Vestito di scena di Andrea Buchner e Claudia Bonollo

“METAMORPHOSIS” Vestito di scena di Andrea Buchner e Claudia Bonollo

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