PARTIRE TORNARE RESTARE parco archeologico di Selinunte 2012

Buongiorno,
l’AIAC e PresS/Tfactory organizzeranno dal 29 marzo al 1 aprile 2012 a Selinunte un meeting internazionale centrato sul lavoro degli architetti italiani che, come lei, lavorano all’estero. L’evento centrale della manifestazione sarà una mostra dedicata al racconto delle vostre esperienze per documentare, come anche in questo periodo di crisi, l’architettura italiana risulti viva e propositiva. Vorremmo realizzare una vasta ricognizione sull’argomento poiché è proprio grazie alla ricchezza e alla bontà delle proposte che giungono dagli studi con sede all’estero che in questi anni l’architettura italiana ha mostrato i più interessanti segnali di novità.
La vorrei invitare a prender parte all’iniziativa partecipando alla mostra
.

Il meeting in programma nel 2012 dal titolo “Architects meet in Selinunte_Partire_Tornare_Restare” viene organizzato sulla scia del primo convegno internazionale dal titolo “Architects meet in Selinunte: Prospettive per il prossimo futuro” svoltosi nel marzo 2011, che ha visto la partecipazione di 300 tra giovani architetti provenienti da tutto il mondo e da personaggi affermati della scena internazionale quali Daniel Libeskind, Mario Cucinella, James Wines, Dante O. Benini, Dekleva Gregoric.
In questa seconda edizione, organizzata sempre dall’AIAC presieduta da Luigi Prestinenza Puglisi, sono in programma convegni, dibattiti, presentazioni e oltre 50 mostre di cui “Partire_Tornare_Restare” rappresenta l’evento centrale.
Partner dell’iniziativa sono il comune di Castelvetrano Selinunte e l’assessorato per i Beni Culturali della Regione Sicilia attraverso il Parco Archeologico di Selinunte, dove si svolgeranno alcuni degli eventi.

La mostra “Partire_Tornare_Restare” vuole raccontare il vostro lavoro mettendolo in relazione con il vostro percorso e con le vostre scelte per fornire un quadro dove l’architettura è legata al resto delle esperienze della vita.
La mostra sarà formata da una serie di valigie, ognuna per ogni studio, che racconteranno le vostre esperienze.
All’interno della valigia dovrà essere inserito un portfolio con i suoi lavori e alcuni oggetti significativi nel raccontare la sua esperienza.

L’idea di base dell’iniziativa, a cui stiamo lavorando in questi mesi, è di mostrare la qualità dei progetti e dei lavori realizzati mostrando anche la ricchezza e la complessità dei rapporti e delle relazioni che ne fanno da sfondo per descrivere la vitalità e l’energia che ne stanno all’origine.

Ci farebbe molto piacere che partecipasse alla mostra.

Cortesemente, nella speranza che sia interessata a partecipare, le chiedo di ricontattarmi. Grazie.
a presto
Diego Barbarelli

aggiungo ulteriori informazioni sul materiale per la mostra:

Ogni studio invierà una valigia/scatola contenente un portfolio con i lavori più significativi e alcuni oggetti (da 1 a 5) che abbiano un valore nel raccontare la propria esperienza.
Le indico un elenco, indicativo e non esaustivo, di oggetti che potrebbero essere inseriti per illustrare lo spirito della rassegna: il biglietto della compagnia low-cost che prende per andare e tornare in Italia, il programma del corso Erasmus che ha frequentato, la foto del ragazzo di cui si è innamorata e che l’ha spinta a restare all’estero, il bando del primo concorso che ha vinto, la foto della città in cui ha deciso di vivere, l’immagine del professore dell’università italiana con cui ha avuto dei dissapori, la carta del cibo spagnolo/inglese/etc che ama mangiare, la card ai musei della città, la foto dell’ufficio del primo studio che ha fondato, lo specchietto/la spazzola/l’oggetto che l’accompagna nei suoi viaggi, la locandina dello spettacolo/mostra che ha visto al suo arrivo, la foto della sua scrivania, la targa del suo nome sulla porta dell’ufficio in un’università straniera, la foto dell’architettura/architetto che l’ha spinta a restare all’estero, la foto della sua libreria, la tessera dell’abbonamento ai mezzi pubblici, la foto della vista da casa sua, …
Può inserire tutto ciò che ritiene possa raccontare la sua esperienza sia nell’architettura che nella vita. Ad ogni oggetto deve affiancare una breve lettera, qualche riga, che spiega il motivo della scelta.

Poiché la valigia/scatola sarà utilizzata per allestire la mostra, e nell’ipotesi che vi possano essere anche successive tappe dopo Selinunte, è necessario che inserisca all’interno solo “oggetti a perdere” o copie e immagini di oggetti.

Non ci sarà possibile rispedirle alcun oggetto, dovrà pertanto evitate di inserirvi oggetti originali che hanno per lei una valenza affettiva, sarà sufficiente sostituirli con copie che avranno una funzione simbolica.

Dovrebbe inviarci inoltre (cd, dvd, file, …) un breve filmato di 1 minuto e 30 secondi che presenti il suo studio.

saluti
diego barbarelli

 

CLAUDIA BONOLLO

visio smaragdina, claudia bonollo

Artista, architetto e ricercatrice. Il suo lavoro è caratterizzato da moltissime peregrinazioni, non solo geografiche ma veri e propri attraversamenti interdisciplinari. Da sempre affianca l’attività professionale e artistica con una ricerca costante dell’atto creativo in tutte le sue possibili declinazioni, sperimentando in qualsiasi ambito le sia possibile.

Si laurea a pieni voti con lode nel 1990 allo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) con una tesi sperimentale sull’ “immaginario della città nel cinema: 8 luoghi-non luoghi della Rêverie”, una ricerca intensa, con un approccio multimediale e multi-sensoriale. Nel 1993 si diploma con lode all’ U.I.A. (Università Internazionale d’Arte) con una ricerca triennale sulla “Comunicazione Sociale e il Cinema”.

Gli anni veneziani saranno fondamentali per sviluppare una particolare sensibilità al colore e alle sue modulazioni. Dalle lunghe passeggiate in cui osserva le metamorfosi del cielo e i riflessi luminosi nella laguna scaturiscono i primi libri d’artista, la ricerca sul quadrato e le narrazioni senza limiti composte da mosaici di carta che approdano ai suoi primi esperimenti cromatici totali.

In questi anni, comincia a dedicarsi allo studio del I Ching che considera il vero correlatore della sua tesi di laurea e che l’accompagna sempre durante la sua carriera professionale, realizza il progetto-performance Kesa (manto rituale costituito da frammenti di lino riciclato, che 161 monaci buddisti si sono incaricati poi di impunturare con filo di seta) e i tappetini per la meditazione (zagu). La sua personale interpretazione del Kesa, che reinterpreta un antico rituale femminile dei templi buddisti dell’XI secolo, molto controversa al principio, viene poi selezionata personalmente dal Maestro Taiten del Monastero Buddhista Zen di Fidenza.

Negli stessi anni, collabora con gruppi musicali dell’area veneziana partecipando e realizzando innovative performance di video-arte in contesti desolati. Dedica un’installazione multimediale ai massacri di Tiennamen: “Il Grande Fuoco”, è l’ideatrice di una scenografia sperimentale per la compagnia di danza contemporanea Elleboro al Teatro Regio di Reggio Emilia. Frequenta i Laboratori Liberatori di Bruno Munari, una delle esperienze più importanti della sua formazione.

Scrive per diversi periodici su temi legati al cinema, all’architettura e all’arte, è tra i soci fondatori di una delle prime riviste filosofiche culturali veneziane Qunst.

Nel 1998 frequenta a Berlino il workshop intensivo “La rappresentazione architettonica” con l’architetto Peter Cook. Nel 1991, segue il Corso di Progettazione “Turkish Bath at Regent’s Park” anch’esso diretto da Peter Cook nella Bartlett School of Architecture a Londra, realizzando un libro-installazione del progetto che viene esposto nella galleria dell’UCL. L’anno dopo viaggia a Francoforte ed espone la tesi di laurea alla Städel Schule.

Fonda Einander (1997-1998) con Battelli, architetto e Cagnone, poeta escrittore. Lo studio Einander, che partecipa a diversi concorsi, realizza una collezione di lampade per Astro e altre collezioni d’oggetti e uno stand sperimentale per il Salone del mobile di Milano. L’ultimo lavoro è un centro di produzione cinematografica in Galizia (Spagna).

Quando si stabilisce definitivamente in Spagna nel 1999, nasce Meta-morphic (1999-2001) studio composto da Battelli e Bonollo. Meta-morphic progetta il Museo degli Angeli a Segovia, realizza il pavimento-collage di cemento colorato con inserimenti di materiali eterogenei e trasparenti, il bar e l’auditorio per Agencia Tributaria, la sede della Continental a Madrid e un ristorante di un Golf club a Majadahonda (Madrid).

Parallelamente, si iscrive al dottorato di Teoría, Dibujo y Proyecto alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, dove ottiene, nel 2001, il titolo di ricercatrice.

Viene invitata a dare lezioni sulle sue ricerche artistiche al corso di dottorato d’arte contemporanea dell’Università Complutense di Madrid. Organizza il corso di teoria del colore presso la Facoltà di Architectura nell’Università S.E.K. di Segovia, e una serie di giornate di studio monotematiche per un attraversamento interdisciplinare sul colore (il bianco, il nero, il rosso, l’azzurro, il verde, l’oro, il giallo, ecc.).

Nel 2002 comincia la sua attività in solitario e fonda l’Atelier Meta-morphic, una struttura agile interessata alla ricerca e sperimentazione tout-court e al confronto con altre discipline apparentemente estranee all’architettura. Fin dal principio, l’atelier metamorphic affianca allo studio sul colore come elemento visionario e progettuale, un’esplorazione a tutto campo sul corpo, le cellule, la medicina, la biologia, la fisica quantistica e la terapia intesa come percorso artistico e di ricerca.

Nel 2003 realizza il mondo immaginario e le architetture giocose e interattive di Tangramville, la città per giocare. Tutte le ricerche sperimentali della tesi di laurea confluiscono in un CD rom interattivo per l’insegnamento dell’architettura nell’infanzia. Durante il progetto, patrocinato dalla Comunità Europea (EUROPA 2000: “Architettura e Nuove Tecnologie”), collabora con lo Studio DAP di Milano, con il critico Marco Brizzi e il COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña) dove espone le sue maquettes urbane.

Nel 2004 realizza il Bistrot de Chueca, un ristorante e un lounge bar in cui il progetto nasce da un colore, un esperimento spaziale pensato per stimolare l’immaginazione.

Attratta dall’idea dell’architettura come specchio interiore in cui l’intimità diventa paesaggio, crea “installazioni totali” dove coniuga luce, colore, proiezioni per plasmare degli spazi sensibili in cui stimolare i sensi, attivare le endorfine e le parti assopite del cervello. Le cellule, protagoniste assolute delle sue ricerche, si trasformano in una mappa della coscienza, i paesaggi biologici in cartografie dell’essere, in cui il corpo viene rappresentato come un’icona, un soggetto sacro e non un insieme codificato di organi e funzioni.

Le architetture pensiero diventano ambienti virtuali e mutevoli come sono mutevoli i pensieri, le narrazioni cromatiche (cortometraggi e diverse tecniche sperimentali di visualizzazione con i colori) si trasformano in un’architettura narrante, vagamente ipnotica, che diventa essenza stessa della coscienza.

L’interesse per le visioni mistiche del sufismo e per gli studi sull’immaginazione attiva illustrati magistralmente da Henri Corbin, la spingono a frequentare gli intensi incontri annuali di filosofia, teologia e storia delle religioni, organizzati dal CEEC (Centro Estudios Espirituales Comparados) a Arena de San Pedro (Ávila).

L’iconografia scientifica diventa una fonte di inspirazione. Alcuni cortometraggi in cui vengono elaborate alcune immagini scientifiche di partenza, vengono premiati nel concorso Ciencia y Sugerencia. Dallo studio delle ricerche al microscopio del Dr Masaru Emoto nascono una serie di installazioni con l’acqua, alcune interattive.

La ricerca transdisciplinare di Claudia Bonollo risveglia l’interesse di professionisti provenienti da campi distinti del sapere: critici d’arte e di architettura, filosofi, antropologi, medici e terapeuti, biologi, neurobiologi, matematici, fisici, psicoanalisti, psicologi e teologi. Il lavoro artistico e teorico viene selezionato da Bernard Légé, Responsabile dei Progetti di Ricerca e Delegato di “Image et Science”, emanazione del CNRS di Parigi e dal Direttore di CAMERA (Conseil Mondial pour les Études et le Réalisations sur l’Art) in Francia.

Le stanze cromatiche e gli ologrammi di colore sono il risultato di un processo creativo frutto di un’incessante ricerca sugli stati d’animo. Il colore-emozione diventa spazio, percorso che si costruisce dall’interno, narrazione, contemplazione, uno strumento per progettare e costruire meta-architetture che nascono e sono trasformate dal colore e il cui colore provoca in noi delle trasformazioni. I mondi apparentemente eterei che rappresenta contengono potenzialità materiche, spaziali, emotive, spirituali e diventano veri e propri spazi dell’anima, paradigmi metonimici fra la visione interiore e quella esterna. Nel 2008 realizza il suo primo spazio cellulare (installazione sensibile con proiezioni e musica) nel Patio dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid con Il Patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a cui seguono diversi meta-progetti e installazioni a Parigi.

Attualmente sta realizzando un progetto eco-sostenible, energeticamente autosufficiente in una zona industriale abbandonata della Riviera del Brenta (Venezia), in cui ha la possibilità di far confluire le sue ricerche sul benessere alla dimensione dell’abitare quotidiano. Il progetto “6 LOFT fra AVANGUARDIA e TRADIZIONE”segnalato come esempio da seguire di architettura sensible all’ambiente e al territorio, è stato presentato in una conferenza e esposto nella mostra “SCHEGGE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE” nell’ambito della programmazione culturale dell’Ecomuseo-Terre del Brenta dell’anno passato.

Tre dei suoi progetti più recenti sono stati pubblicati nel libro ARCHITETTI ITALIANI IN SPAGNA OGGI, (selezione di 19 studi d’architettura che si sono distinti nel panorama internazionale) a cura della Dott.ssa Trovato e dell’AIAC (Associazione Italiana Critica e Architettura). Il libro è stato affiancato da una mostra itinerante che si è inaugurata nell’Istituto Cervantes di Roma ed è approdata a Madrid nella Fundación de Castro durante la “Semana de la Arquitectura” del 2011.

Interessata a sperimentare con materiali nuovi, realizza jardins d’hiver, installazioni, oggetti vegetali di design e giardini verticali d’artista con piante naturali e piante stabilizzate per interni. Nel 2011 crea una collezione esclusiva di pezzi unici e numerati: “Fluffy Mandala”, “Paraventi vegetali” e “Green Planets”. Le serie di oggetti vegetali di Claudia Bonollo e prodotti da Monamour Natural Design, saranno presenti nel festival “L’émoi du design”, evento patrocinato dall’Ambasciata di Francia e dall’istituto Francesedi Madrid e confluiranno nella mostra “Organiques” presente nell’edizione 2012 di Casa Decor.

Ha esposto a Londra, Berlino, Parigi, Madrid, Barcellona, Marbella, Taipei, Hong Kong, Roma, Firenze, Venezia e Milano in personali e collettive e alcune delle sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Il lavoro è stato pubblicato nelle principali riviste d’arte, di design e di architettura.

 

PORTFOLIO

www.claudiabonollo.com

www.ilcorpoimmaginato.com

http://creativeinsomnia.wordpress.com

info@claudiabonollo.com

 

MANDALINA la valigia con il portfolio per la mostra di SELINUNTE

  • PRECEDENTI: L’abito rituale, il Kesa per il Tempio Buddista di Fidenza (Parma)

  • architetture monocromatiche/effimere

El pase de diapositivas requiere JavaScript.

  • installazioni, atelier meta-morphic

  • la stanza della Contemplazione Visionaria
la stanza della Contemplazione Visionaria spazio sensibile interattivo

installazioni/interattive

El pase de diapositivas requiere JavaScript.

CREATIVE INSOMNIA – ORANGE NIGHT

Installazioni sul colore/scenografie cromatiche

architetture/nuvole

scenografia-installazione

visioni urbane

architetture pensiero

visioni urbane, architetture-pensiero

gulliverizzazioni I

fuori-scala

gulliverizzazioni II

fuori-scala

il corpo immaginato I

paesaggi biologi/installazioni

cabine multisensoriali

Il corpo immaginato

 

ARCHITETTURE ECOLOGICHE E ENERGETICAMENTE AUTOSUFFICIENTI

6 loft sulla Riviera del Brenta fra Avanguardia e tradizione

ristrutturazione di un’antica fabbrica abbandonata

6 loft sulla Riviera del Brenta fra Avanguardia e tradizione

6 loft sulla Riviera del Brenta fra Avanguardia e tradizione

 

GIARDINI VERTICALI

Hall del hotel Mercure Madrid

giardini, paraventi, spazi natural design

giardino cosmico- Marbella

giardino verticale nello show-room di Disesur – Madrid

giardini verticali nel Hotel Capetown II

giardini verticali nel Hotel Capetown II

Fluffy Mandala, Casa Decor 2012

installazione con muschi naturali stabilizzati colorati nello showroom Baco-Madrid

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s